Ddl “salva-Sallusti”, la dura replica di Polillo dell’AIE

Il presidente dell‘Associazione Italiana Editori Marco Polillo ha espresso in un comunicato stampa un parere assai duro sul testo, in esame in Parlamento, del cosiddetto “ddl salva-Sallusti“, il disegno di legge sulla diffamazione che elimina il carcere per i giornalisti ed estende l’obbligo di rettifica anche ai blog e ai libri.

«Questo è troppo: assistiamo quotidianamente all’indifferenza della politica rispetto al mondo del libro e della lettura. Adesso ci penalizzano pure. Siamo davvero molto preoccupati – afferma Polillo –. Questo provvedimento getta una pesante ombra sul rispetto di un principio cardine per la società civile e democratica come la libertà di stampa e di informazione e impatta in modo significativo sulla nostra attività di editori». Secondo Polillo, le norme, qualora dovessero diventare legge, «costringerebbero di fatto autori ed editori a una censura preventiva» che non riguarderebbe solo i cosiddetti libri d’inchiesta «ma tutta la produzione libraria, dai libri di scuola (perché non rettificare un’analisi sulla storia contemporanea?) alle enciclopedie fino alla saggistica e alla narrativa (perché non rettificare libri di mafia?)».

Attualmente, il testo è fermo al Senato: l’esame degli emendamenti riprenderà lunedì. Tra i punti della discordia, la limitazione del diritto di replica alle sole testate giornalistiche e la riduzione delle multe per i colpevoli di diffamazione (nel testo originario il tetto era 100.000 euro, ma la proposta è di ridurlo a 50.000). Il disegno di legge è stato ribattezzato “ddl salva-Sallusti” in riferimento alla vicenda del direttore de «Il Giornale», condannato per diffamazione per un articolo pubblicato nel 2007 su «Libero», testata di cui all’epoca era responsabile, ma in realtà firmato con uno pseudonimo da Renato Farina. La sentenza di colpevolezza è stata confermata in Cassazione. Sallusti ora rischia il carcere.

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