Tra steampunk e romanticismo: L’ultimo grande viaggio di Olivier Duveau

Unire steampunk e romanticismo, alta tecnologia ed epoca vittoriana, non è opera da tutti. In tanti ci hanno provato, ma in pochi ci sono riusciti. Uno di loro è lo spagnolo Jali con la sua graphic novel L’ultimo grande viaggio di Olivier Duveau, appena pubblicata da Logos Edizioni. La storia è quella del piccolo Oliver, un bambino che viveva in una grande casa con 100 maggiordomi e 100 domestiche assunti dai suoi genitori per accudirlo durante i loro frequenti viaggi. Oliver aveva il divieto di uscire di casa e per tutta la sua infanzia non fece altro che guardare il mondo da una finestra. Di giorno non succedeva mai niente di interessante, ma di notte le sue piccole retine scoppiavano di piacere rimirando per ore il cielo stellato. Dopo il suo diciottesimo compleanno, Oliver poté finalmente uscire ed è proprio all’inizio di questo suo primo viaggio, che incontra Estel, una visione fugace della quale si innamora fino a provare per lei una passione paragonabile solo a quella per le stelle.

Uno sguardo a volte tenero, a volte crudele sulla vita, come lo è l’esistenza del suo protagonista, sognatore solitario.

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