Addio a Luca Ronconi

Addio a Luca Ronconi, attore e regista teatrale italiano, una delle figure più importanti del moderno teatro europeo.

Diplomato nel ’53 all’Accademia Nazionale d’Arte drammatica di Roma, inzia come attore in Tre quarti di luna di Luigi Squarzina. L’esordio alla regia è del ’63, con la compagnia di Corrado Pani e Gian Maria Volonté. La fama arriva nel ’68 con l’Orlando furioso di Ariosto, nella versione di Edoardo Sanguineti con scenografia di Uberto Bertacca. Nel ’74 dirige una versione cinematografica del dramma, mentre nel ’75 tocca a quella televisiva in cinque puntate.

Dagli anni Settanta in poi inizia la collaborazione con diverse istituzioni, tra cui la Biennale di Venezia, di cui è direttore della Sezione Teatro dal ’75 al ’77. In seguito, fonda il Laboratorio di progettazione teatrale di Prato. Tra gli spettacoli di quegli anni ricordiamo Orestea di Eschilo, Utopia da Aristofane, Euripide, La torre di von Hofmannsthal. Negli anni Ottanta è il turno di Ignorabimus di Holz e Tre sorelle di Cechov. Fino alla metà degli anni Novanta dirige il Teatro Stabile di Torino e al Lingotto realizza un allestimento di Gli ultimi giorni dell’umanità di Karl Kraus. Dal ’94 al ’98 è direttore artistico del Teatro di Roma, dove mette in scena Gadda (Quer pasticciaccio brutto de via Merulana), Davila Roa di Alessandro Baricco e I fratelli Karamazov di Dostoevskij. Nel ’99 passa al Piccolo di Milano, nel ruolo di direttore artistico insieme a Sergio Escobar. Al Piccolo è il turno di La vita è sogno di Pedro Calderón de la Barca e Il sogno di August Strindberg. Inoltre dirige Infinities, tratto da un testo scientifico di John David Barrow. Nel corso della sua carriera, Ronconi ha firmato anche diverse regie liriche. Nel 2006 realizza cinque spettacoli collegati tra di loro per i XX Giochi olimpici invernali di Torino. Del 2007 è il progetto Odissea doppio ritorno di Botho Strauss.

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