Nicoletta Mandolini, 11 luglio 2012 | Novità

Grazia Verasani - From Medea. Maternity blues

«Ma non bene gli uomini sol per veduta giudicano, quando c'è chi aborrisce altrui, senza conoscerne l'animo a fondo, sol per vista, senza che torto n'abbia ricevuto». Euripide, Medea.


Grazia Verasani, autrice del best-seller Quo vadis baby?, è forse la scrittrice più rappresentativa del panorama noir italiano. Con From Medea. Maternity blues, sceneggiatura teatrale messa in forma di libro da Sironi e recentemente rimaneggiata per il cinema da Fabrizio Cattani, la nostra non abbandona le tinte fosche, ma estende il proprio background letterario lasciandosi andare al lirismo tragico di un’opera a voce multipla che sposta il protagonismo sulle esistenze infrante di un gruppo di infanticide.

 

Ti capita un giorno di uccidere tuo figlio, ritrovarti sbattuta su un trafiletto di cronaca nera e poi chiusa, insieme a “mostri” come te, in un centro di recupero. Le quattro “attrici” di From Medea vivono questa esperienza, la più dolorosa delle esperienze possibili. 

 

Rina e Marga. Giovanissime e già donne a metà per aver ammazzato un pezzo di sé: i medici diagnosticano la sindrome da “maternity blues” , altrimenti detta, con espressione più prosaica, “depressione post partum”. Eloisa e Vincenza. Anche loro l’hanno fatto e non sanno bene perché:  i medici semplicemente dicono che no, non tutte le donne sono fatte per essere madri.

 

Sbocciano dialoghi che, penosi e irriverenti, sono come fiori nutriti dalle acque più torbide dell’animo femminile. Dialoghi che condiscono giornate senza senso apparente, in cui, tra la luce di un’alba natale e il buio di una notte profonda, le protagoniste cercano di ridare sapore alla vita. Ma nel susseguirsi di crisi, sfoghi e confessioni nessuna elabora il lutto, nessuna sconfigge il fantasma del Senso di colpa, quello con la S maiuscola; solo ci si accontenta di trovare grazia, affetto e solidarietà nelle parole e nei gesti gonfi d’amore di un’altra assassina.

 

Grazia Verasani porta a galla le complessità che si celano dietro a un fenomeno arcaico e, purtroppo, profondamente umano come quello dell’infanticidio, invitando a rivedere la nettezza dei confini tra bene e male per non cadere in banali valutazioni. Perché in fondo ci vuole coraggio nel giudicare chi soffre di una pena pura e senza rimedio.

 

Se ti piace leggi anche
Le irregolari. Buenos Aires horror tour
Sappiano le mie parole di sangue
Sirene
Ultime recensioni
Stoner
Lampaduza
L'odore del sangue
Pamela
Pamela
Pubblicità

Editore:

Sironi

 

Data di uscita:

Settembre 2004

 

Genere:

Teatro

 

Pagine:

121, brossura

 

EAN:

9788851801923

 

Grazia Verasani:

Sito ufficiale

Facebook

Ci sono alcune che a vederle così, fredde come i ghiacciai, sembrano bottiglie lanciate da una nave, ma senza un messaggio arrotolato dentro. Donne così fragili da mettermi in soggezione, e penso che non esista al mondo una roccia che un giorno non si sbricioli, dentro o fuori, sia che si veda sia che non si veda. E mi sorprendo, ancora, di quanto possa essere ostinato e resistente il cuore di una donna

Pubblicità