Elena Spadiliero, 10 luglio 2012 | Re-visioni

Philip Kaufman - L'insostenibile leggerezza dell'essere

Le scelte che facciamo, le strade che prendiamo, sono del tutto irrilevanti se poste in relazione al tempo, infinito: la vita è breve, impalpabile, pronta a sfuggire e consumarsi in un attimo. Eppure l'uomo non rinuncia a cercare un significato alla propria esistenza, per quanto effimera. Non c'è modo di eludere questo paradosso, che diviene così “insostenibile”: siamo destinati ad azioni uniche, irripetibili, e per Milan Kundera ciò che accade una sola volta è come non fosse accaduto mai. La storia de L'insostenibile leggerezza dell'essere si sviluppa durante la Primavera di Praga: il protagonista, un neurochirurgo di nome Tomáš, incontra Tereza, aspirante fotografa, e se ne innamora. Nel quadro s'inseriscono Sabina, amante di Tomáš, e Franz, attivista politico e professore. Nonostante il sentimento profondo per Tereza, Tomáš continua ad avere altre avventure, fino al giorno in cui la donna decide di lasciarlo. Lui la insegue e, dopo molte difficoltà, la coppia decide di stabilirsi in campagna, abbracciando uno stile di vita più semplice. Non è il gioioso (e logico) epilogo di una lunga e travagliata storia d'amore: L'insostenibile leggerezza dell'essere non prevede un lieto fine.

 

«Il tempo umano non ruota in cerchio, ma avanza veloce, in linea retta. È per questo che l'uomo non può essere felice, perché la felicità è desiderio di ripetizione». Ma non è solo tale perpetuo moto in avanti a determinare la tragica consapevolezza dei limiti umani: anche l'amore è a sua volta qualcosa che non ha peso e nel momento in cui si cerca di dargli una sostanza, di ancorarlo a terra per evitare che ci sfugga, esso diventa qualcosa di pesante, che impedisce quasi di respirare e che ben presto rivendica quella leggerezza che sembra essergli naturalmente intrinseca e ineluttabile.

 

Trasporre al cinema un libro come quello di Kundera non è facile: L'insostenibile leggerezza dell'essere fu un vero e proprio caso letterario. Criticato per essere più una lettura del rapporto uomo-donna, il film di Kaufman si concentra sull'amore di Tomáš e Tereza, a discapito del rapporto di Sabina con Franz, o di quelle parti che descrivono il clima culturale cecoslovacco e il ruolo degli intellettuali impegnati nelle vicende politiche. Vengono tralasciati, inoltre, molti dettagli che nel racconto esprimono il concetto di fugacità e casualità degli avvenimenti umani. Tuttavia, ogni opera d'arte è una personale lettura o ri-lettura di un'idea, un concetto, in questo caso di un libro: è naturale che il regista abbia deciso di orientare il suo lavoro in una direzione piuttosto che in un'altra. Il risultato è un film molto bello, con un cast eccezionale, da vedere senza troppi paragoni col testo di partenza, dai quali, vista l'alta qualità dello scritto, ne uscirebbe senza dubbio sconfitto.

 

Se ti piace guarda anche
Bright star
American beauty
Follia
Le conseguenze dell'amore
Ultime recensioni
Da morire
Boyhood
Velluto blu
Il giovane favoloso
Il giovane favoloso
Pubblicità

Paese:

USA, 1988

 

Genere:

Drammatico

 

Interpreti:

Daniel Day-Lewis, Juliette Binoche, Lena Olin, Derek de Lint, Stellan Skarsgård

 

Produzione:

The Saul Zaentz Company

 

Distribuzione:

Warner Home Video

 

Durata:

171 min.

 

Premi:

Independent Spirit Awards per «Miglior fotografia» (1989)

Pubblicità